LA RIPRESA HA IL FIATO CORTO. CHE FARE?

E’ forse giunto il momento di essere più cauti e capitalizzare una parte dei profitti adottando strategie più conservative?

LA DOMANDA DI FERRAGOSTO

In questi giorni al mare mi sono fatto una domanda chiave.  Che forma di ripresa economica  avrà l’Europa?

Ci sarà una ripresa a V ? Oppure ci sarà un recupero  più lento e meno forte di quanto ci siamo immaginati in questi mesi?

E’ possibile che nelle prossime settimane  dobbiamo convivere con  economie più lente e con indicatori di percezione che rispecchiano l’aumento dei contagi e l’introduzione di nuove misure restrittive per contenerne la diffusione.

I governi europei stanno monitorando attentamente la situazione sanitaria. E stanno assumendo nuove decisioni.

MISURE ANTI-COVID

L’Italia ha  imposto di nuovo l’uso delle mascherine all’aperto e previsto la chiusura dei locali notturni, in particolare delle discoteche.

Lo scopo di tutte le misure che verranno introdotte è di contenere al massimo il numero di contagi “importati.” L’Italia ha previsto la quarantena ed il tampone obbligatorio per chi proviene dalle aeree a rischio.  L’Inghilterra ha imposto la quarantena anche per chi arriva dalla Francia. Tutte queste  misure anti-covid  impatteranno  sui bilanci delle aziende turistiche, della ristorazione, del divertimento e dei trasporti, ostacolandone la ripresa.

IL CIRCOLO VIZIOSO

C’è da dire che tutte le nuove misure restrittive che verranno introdotte possono colpire sempre più la percezione degli imprenditori e dei consumatori, innescando una relativa flessione  della propensione all’acquisto di beni e servizi e della propensione agli investimenti  delle aziende.  Ahimè! Tutto ciò attiva un circolo vizioso. Per la ripresa vera occorre che nella nostra vita quotidiana ritorni la serenità e l’ottimismo  e un rinnovato sentimento di fiducia verso il futuro. Il bisogno di contenere i contagi, ci fa percepire il futuro ancora come molto incerto.

L’ECONOMIA HA IL FIATO CORTO

Alcuni analisti, dopo lo slancio iniziale dei mesi di aprile e maggio, vedono le “curve della ripresa” con il fiato corto, che stentano a tornare ai livelli pre-covid.  Il tema  del mercato delle prossime settimane probabilmente avrà come focus principale quale nuova forma di ripresa possa convivere con gli attuali livelli prezzi di borsa oppure se ci sarà un ri-prezzamento di uno scenario di recupero piu’ lento ed incerto.

LA FORZA E LA FORMA DELLA RIPRESA

Il trend dei consumi ha un  recupero  che ancora  non è ai livelli pre-Covid. Le nuove misure di distanziamento sociale e l’imposizione di periodi di quarantena forse ostacoleranno in modo significativo  la forza e la forma della ripresa. Sembra evidente che  il livello dei consumi sia sostenuto dai massicci interventi di sostegno economico erogati dagli stati. In Inghilterra  i  lavoratori autonomi beneficiano di assegni mensili  e il governo garantisce la remunerazione dei dipendenti delle aziende colpite dal Covid.

DOPO IL SOSTEGNO PUBBLICO   COME ANDRANNO LA  DISOCUPPAZIONE E I CONSUMI?

In prospettiva con il venir meno del sostegno pubblico la disoccupazione è probabile che crescerà in modo sensibile e i consumi potrebbero contrarsi  con la riduzione della capacità di acquisto delle famiglie. Il covid ha colpito duramente il mercato del lavoro europeo, distruggendo metà dei posti di lavoro riconquistati dopo la crisi finanziaria del 2008. Si spera che presto rientri tutta questa incertezza con l’introduzione del vaccino risolvendo la criticità sanitaria e rimettendo in moto un circolo virtuoso di fiducia, ottimismo, crescita e sviluppo. Il persistere di questo stato di incertezza innescherebbe conseguenze pesanti- molto più severe delle attese – sul mercato del lavoro e sul potere di acquisto delle famiglie

LA PROSPETTIVA NON FA PRESAGIRE UNA RIPRESA FORTE

La prospettiva di un possibile rallentamento dei consumi futuri, dell’introduzione di nuove misure di distanziamento sociale e del deterioramento del mercato del lavoro non fanno presagire una ripresa forte per fine anno come ci si aspettava.

TURISMO RISTORAZIONE AUTO SOTTO I LIVELLI PRE-COVID

Secondo un recente report della Banca di Francia ci sono settori come il turismo, la ristorazione, l’ auto ancora molto al disotto dei livelli di produzione pre-covid. Nelle prossime settimane c’è da vedere come gireranno le diverse economie e quanto lla loro produttività giustificherà gli attuali livelli di capitalizzazioni di borsa. E’ forse giunto il momento di essere più cauti e capitalizzare una parte dei profitti adottando strategie più conservative?

                                                          PIETRO BUCOLIA 



NOTA LEGALE 

Il presente articolo rappresenta l’opinione dell’autore supportata da informazioni tecniche e professionali e può variare in qualsiasi momento con il modificarsi dei fatti e delle dinamiche economiche e finanziarie, senza impegno ed obbligo di aggiornamento e/o rettifica. 
Si consiglia prima di assumere qualsiasi decisione finanziaria di avvalersi di una consulenza professionale personalizzata. 
Per una diagnosi finanziaria professionale potete contattarmi all’indirizzo e-mail pietro.bucolia@pfafineco.it

 

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