SARA’ IL CORONAVIRUS A INTERROMPERE 10 ANNI DI BULL MARKET?

CRISI SANITARIA. A Wuhan, nella regione dell’Hubei, sono comparsi i focolai del coronavirus. Wuhan è una città di grande rilievo economico. Si è classificata tredicesima su duemila città cinesi, nella classifica stilata da Bloomberg  circa l’importanza nella c.d. production chain. A Wuhan sono insediate ben 500 aziende. In tutta la regione dell’Hubei  ci sono 1016 aziende: 44 sono aziende americane e 40 sono aziende europee. Molte di queste aziende operano nel settore dei trasporti e delle auto; e nella lista sono comprese società tra le più prestigiose al mondo.


CIGNO NERO?  Il coronavirus può rappresentare per l’economia e per i mercati finanziari uno di quei rischi potenzialmente estremi, sconosciuti ed imprevedibili che potrebbe interrompere 10 anni di bull market? Nessuno lo sa. E’ chiaro che ogni ipotesi che si può fare può essere facilmente smentita, superata e negata dai fatti. Anche in base a come e con che velocità la diffusione del virus si riesca a contenere e a debellare. E a tanti altri fattori imponderabili ed imprevedibili. 

TUTELA INVESTITORI. La migliore tutela degli investitori e degli investimenti sta nell’investire sempre con criterio e metodo. La miglior tutela da seguire è la solita regola: investimenti di alta qualità, diversificati e con un corretto orizzonte temporale; e che riflettano sempre il  reale profilo finanziario dell’investitore. E i piani d’accumulo come sempre e soprattutto in contesti di incertezza e di potenziale volatilità possono essere strumenti importanti di lungo termine da poter utilizzare per poter beneficiare delle opportunità offerte dai mercati nel tempo.  E soprattutto farsi aiutare nella valutazione e nelle scelte delle operazioni da fare da consulenti  professionali.

RISCHI ECONOMICI. I numeri e le statistiche delle ultime ore segnalano che i rischi legati alla diffusione del coronavirus da teorici si potrebbero trasformare in concreti con un impatto forse sulla crescita dell’economia cinese e dell’economia globale. Se le strade diventassero vuote in buona parte della Cina si potrebbe  generare un effetto deflazionistico? 

MERCATI FINANZIARI. Ieri la cronaca dei mercati finanziari europei segnalava  che l’acuirsi delle preoccupazioni sulla rapida diffusione del coronavirus ha creato qualche effetto negativo. L’indice Eurostoxx 50 ha chiuso in calo del 2,68%. Tra i titoli del listino le performance peggiori le hanno avute Amadeus, Airbus, ASML e Adidas. L’indice Ftse/Mib di Piazza Affari ha registrato un calo del 2,31%. In territorio negativo tutti i titoli del listino tranne Italgas e Poste Italiane.

ELEZIONI REGIONALI. L’esito delle elezioni in Emilia-Romagna ha prodotto una contrazione dei rendimenti dei BTP che scontano i benefici del minor rischio politico dell’ Italia. Lo spread Btp/Bund è a 144 punti base, con un rendimento decennale del 1,054% (BTP APRILE 2030). Secondo alcune ipotesi  lo spread decennale potrebbe scendere a 120 punti; cioè ad un prezzo così basso che non si vedrebbe da metà del 2018. Il rally che ha interessato i Btp potrebbe  riflettere un allontanamento della prospettiva di elezioni anticipate nel breve termine.

WUHAN E LA REGIONE DELL’HUBEI. Per farci un idea della crisi sanitaria in atto cerchiamo di capire quanto è importante Wuhan e la regione dell’Hubei dove sono comparsi i focolai del coronavirus. Wuhan è una città molto importante a livello economico. Si classifica al tredicesimo  posto su duemila città cinesi nella classifica stilata da Bloomberg in relazione all’importanza  nella c.d. production chain. A Wuhan sono insediate ben 500 aziende. E la città fa parte della regione di Hubei, che conta 1016 aziende: 44 sono aziende americane e 40 sono aziende europee. Molte di queste aziende operano nel settore dei trasporti e delle auto; e nella lista sono comprese società tra le più prestigiose a livello mondiale.

EFFETTI CONCRETI. Le aziende internazionali presenti nella regione hanno adottato una serie di provvedimenti restrittivi. Ad esempio, l’evacuazione e il rimpatrio dall’area di membri dello staff; la chiusura di negozi o l’adozione di misure igieniche di emergenza. La limitazione di movimento per ragioni sanitarie ha effetti molto probabilmente sul trasporto locale e internazionale. E sulle compagnie aeree, maggiormente esposte al traffico internazionale. E potrebbe risentirne anche il settore del lusso. Mentre, la crisi sanitaria può offrire opportunità di crescita alle aziende del settore farmaceutico capaci a trattare i pazienti affetti dal virus o a debellare il virus.

Pietro Bucolia

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L’andamento dei BTP in mano agli investitori esteri

La fiducia degli investitori esteri nel nostro governo è vitale e indispensabile per pagare  tassi bassi sui  BTP

Gli investitori esteri detengono una quota importante del debito pubblico italiano. Le loro scelte  fanno salire o scendere lo spread e automaticamente i tassi di interesse del nostro Paese. Nell’ultimi 10 anni le oscillazioni dello spread si sono mosse in base alle le scelte degli acquirenti non residenti. Ogni volta che gli investitori esteri hanno comprato o venduto  il debito pubblico italiano, il differenziale tra BTP e Bund decennale si è mosso di conseguenza. Tutto questo è confermato da un’analisi di Chiara Cremonesi di Unicredit che sottolinea come il sentiment degli investitori esteri abbia un ruolo cruciale per la performance dei BTP.  Chi sono gli investitori esteri? Soprattutto investitori non bancari, gestori patrimoniali, hedge funds, compagnie di assicurazioni e fondi pensioneche sono tradizionalmente i venditori più dinamici in periodi di stress di mercato. La fiducia degli investitori esteri nel  governo e nella politica italiana è vitale e indispensabile per pagare  tassi bassi sui  BTP.  La possibilità che la BCE a breve riattiverà il QE è un fatto molto positivo però fino ad un certo punto; mentre come ci percepiscono gli investitori esteri è decisivo per la dinamica e l’evoluzione de dei tassi e dei prezzi del nostro debito pubblico. Più stabilità politica in soldoni significa meno costi finanziari per il debito pubblico e privato italiano.