Per una scuola che si prende cura davvero
Pietro Bucolia | GióProtagonisti ODV – Amici per il futuro dell’uomo
IL BANCO EDUCATIVO
Ieri, come volontario del Lions Club Chieri, ho partecipato al Banco Alimentare.
Tra tante persone, una scena mi è rimasta dentro.
Una volontaria che ha insegnato senza parlare
Una volontaria del Banco, una signora semplice e gentile, ha passato tutto il pomeriggio ad accogliere le persone con un sorriso sincero.
Invitava, spiegava, ringraziava.
Era lì, totalmente presente.
A fine turno, senza farsi notare, ha preso una busta del Banco, una di quelle che aveva consegnato agli altri, e ha fatto la spesa per il Banco.
In silenzio, con naturalezza.
Il bene vero è così: non cerca applausi, ma lascia una traccia.
La domanda che mi ha attraversato
Guardandola, mi è arrivata una domanda che non mi ha più lasciato:
“E i ragazzi? Chi si prende cura della loro fame invisibile?”
Non parlo di fame di cibo.
Parlo della fame che non si vede: la fame di ascolto, di sguardo, di accompagnamento.
La fame di un adulto che sappia dire, con semplicità:
“Io ci sono. Mi prendo cura di te.”
La scuola come comunità di cura
Un ragazzo che non viene visto si chiude.
Un ragazzo accompagnato si apre.
La scuola, quella vera, dovrebbe essere un luogo che accoglie, ascolta, sostiene.
Non servono scuole perfette.
Servono scuole umane.
Con adulti presenti, non adulti brillanti.
La scuola non ha bisogno di eroi: ha bisogno di adulti che ci sono.
Insegnante o maestro
Un insegnante spiega una materia.
Un maestro accompagna una vita.
Il maestro non umilia, non ferisce, non giudica dall’alto.
Non usa il sarcasmo come arma.
È l’adulto che dice:
“Vieni. Sono qui. Camminiamo insieme.”
Educare bene è un interesse nazionale
Educare bene non è solo un dovere morale.
È un interesse umano, sociale ed economico.
I ragazzi di oggi saranno i cittadini, i volontari, i professionisti e gli anziani di domani.
La società regge se reggono loro.
Dal Banco Alimentare al Banco Educativo
Uno riempie la borsa.
L’altro riempie la vita.
Uno sostiene il presente.
L’altro prepara il futuro.
E in entrambi c’è la stessa frase:
“La tua vita mi riguarda. Io ci sono.”
PERCHÉ IL VALORE È CIÒ CHE RESTA, QUANDO TUTTO CAMBIA.

