Il seme nascosto nel nodo

Favola moderna sul coraggio, le lacrime e la verità che genera vita

di Pietro Bucolia – Consulente finanziario e narratore economico

Nel villaggio, da generazioni, si racconta la storia di un giardiniere.

Aveva preso un pezzo di terra dura, piena di sassi e sterpaglie, e con le sue mani lo aveva trasformato in un orto vivo.

Ogni filare era diritto, ogni albero portava frutto, e i frutti stessi, maturi e rossi, brillavano al sole come piccole lanterne.

Un giorno arrivarono tre forestieri dalla città.

Camminavano con passo sicuro, come se la terra intera avesse atteso il loro giudizio.

Il primo disse:

— Che bel giardino, mai visto uno così.

Il secondo, senza nemmeno respirare:

— Però sbagli a coltivarlo, dovresti cambiare metodo.

E il terzo, con aria da maestro:

— In fondo resti sempre un principiante.

Poi, quasi a rabbonire l’asprezza, sorrisero larghi, e uno aggiunse:

— Non volevamo dirlo in questo senso…

Il giardiniere li fissava.

E fu allora che accadde: sentì salire alla gola un nodo.

Non era un nodo comune, ma un nodo misterioso, che nella vita di un uomo si presenta due o tre volte soltanto.

Un nodo rivelatore: segno inciso dal destino.

Un nodo-seme: pronto a germogliare.

Si sciolse in lacrime, e le lacrime caddero nella terra viva.

Bagnarono i solchi come pioggia d’estate, e nell’aria si sparse un odore fresco, simile a quello che segue il temporale.

I forestieri rimasero attoniti: i sorrisi si smontarono, le parole morirono in gola.

Chi era presente giura di aver sentito, in quell’istante, la terra vibrare, come se avesse riconosciuto quelle lacrime.

Il giardiniere si asciugò il volto e parlò con voce chiara:

«Io continuerò a coltivare nella luce, dove ogni seme conosce il suo frutto; voi potete restare nella nebbia, e sarà la nebbia a custodire il vostro raccolto.»

Così disse, e tornò al suo orto.

Il villaggio mormorò a lungo: c’era chi lodava il coraggio, chi scuoteva la testa, chi taceva per imbarazzo.

Un anziano, sorridendo, disse soltanto:

— Eh, le lacrime del giardiniere fanno meglio della pioggia.

Passarono i giorni.

E si racconta che in mezzo ai filari del giardino comparve un albero mai visto prima: nato da un seme invisibile, cresciuto rapido, con frutti più dolci del miele.

Alcuni dissero che era la prova che la terra aveva custodito le lacrime.

Altri giurarono che fosse il segno lasciato da quel nodo misterioso.

Per questo, tra le case e le piazze, si ripete ancora oggi:

La terra che beve lacrime sincere diventa più fertile. E i nodi sciolti portano sempre semi di vita nuova.