SETTIMANA SANTA: IL DRAMMA D’AMORE CHE CI RIGUARDA

di Pietro Bucolia – Consulente finanziario e narratore economico

Sette giorni per attraversare il dolore, riscoprire il perdono e lasciarsi raggiungere da un amore che non si ritrae di fronte al nostro limite.

La Settimana Santa non è uno spettacolo da osservare, ma una storia da vivere.

C’è un momento nell’anno in cui il tempo si fa più denso.

Un tempo che non si misura con l’orologio, ma con il cuore.

È il momento in cui la fede diventa storia,

e la storia diventa salvezza.

È la Settimana Santa.

La Grande Settimana.

La Settimana Autentica.

Autentica, perché toglie le maschere.

Perché ci rimette davanti alla nostra verità:

la fragilità dell’uomo,

la profondità del peccato,

la potenza dell’amore.

Non è una rievocazione.

Non è una liturgia da spettatori.

È una storia che ci riguarda.

Una chiamata.

Un coinvolgimento.

QUANDO PIETRO MORÌ

Si racconta che quando Pietro morì, avesse sul volto due solchi profondi.

Non erano rughe d’età, ma ferite di memoria.

Ogni mattina, al canto del gallo, le lacrime gli tornavano sulle guance.

Non erano più lacrime di vergogna.

Erano lacrime di ricordo, di amore, di desiderio.

Desiderava essere amato.

Portava il dolore del tradimento.

Ma viveva nella gioia del perdono.

Pietro siamo noi.

Con le nostre paure, le nostre fughe, le nostre contraddizioni.

Ma anche con il nostro bisogno di essere guardati, cercati, salvati.

UNA POSSIBILITÀ NUOVA

Tutti, in fondo, siamo peccatori.

Ma il Figlio di Dio non viene a condannare,

viene a darci una possibilità nuova.

A dirci che non siamo soli, che valiamo,

che la morte non è la parola fine.

E questo dovrebbe commuoverci.

Commovere: cioè muovere il cuore.

Il cuore che si lascia toccare nel Cenacolo.

Che si inginocchia nel Getsemani.

Che si spezza sotto la croce.

Che trema davanti al sepolcro vuoto.

“IO HO PREGATO PER TE”

Il Vangelo di Luca ci regala uno dei dialoghi più veri e struggenti della Scrittura:

«Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano. Ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli.» (Lc 22,31-32)

Tutti i discepoli sono messi alla prova.

Tutti sono vagliati. Come noi.

Ma in quelle parole — “Io ho pregato per te” —

c’è una promessa di salvezza.

Una via di ritorno.

Una possibilità di ricominciare,

attraverso la conversione.

DRAMMA D’AMORE

Questa settimana è un dramma d’amore.

E ogni dramma autentico ci coinvolge.

Ci chiede di decidere, di agire, di lasciarci trasformare.

Anche noi, come la folla, siamo venuti a vedere quello spettacolo.

Ma non possiamo restare fuori dalla scena.

Siamo parte viva della narrazione.

Perché tutta la nostra vita è un intreccio d’amore e di libertà.

E ogni volta che l’amore è rifiutato,

il cuore rischia la disperazione.

Come accadde a Giuda.

Ma noi non siamo fatti per la disperazione.

UNA FEDE SERIA, UN CAMMINO VERO

In questa Settimana Santa,

ci è data l’occasione di un cammino autentico.

Un tempo per prendere sul serio la fede.

Per lasciare che la Parola ci ferisca e ci guarisca.

Per portare frutto.

Per convertirci davvero.

Per rinascere alla vita.

Come Pietro.

Come ciascuno di noi.

E allora:

crediamoci.

Perché se non ci crediamo, saremo come Giuda.

Ma se ci crediamo…

vivremo.

E non sarà una sopravvivenza.

Sarà una resurrezione in atto.