La sicurezza non è un lusso, ma il primo diritto di ogni vita umana.
di Pietro Bucolia – Presidente GióProtagonisti ODV – Amici per il Futuro dell’Uomo
Moncalieri, una vita spezzata sulla strada di tutti
Che dolore.
In Strada Revigliasco, a Moncalieri, una donna di 45 anni, Daniela Gherasim, ha perso la vita dopo essere stata travolta da un furgone mentre camminava lungo la carreggiata.
Un impatto violentissimo, su una strada che da anni chiedeva — e chiede ancora — rispetto e sicurezza.
Quel tratto è pericoloso, lo sappiamo tutti: stretto, poco illuminato, privo di marciapiedi.
Eppure da tempo i cittadini segnalano, chiedono, sperano.
Nel frattempo, si trovano i fondi per piazzare semafori e telecamere in zone meno sensibili, forse per gestire meglio la viabilità o, chissà, per fare cassa.
Ma la sicurezza reale, quella delle persone e delle famiglie, resta troppo spesso ai margini delle priorità.
Un pericolo segnalato da anni
Non è la prima volta che lo diciamo.
Già nel 2019, dopo l’ennesimo incidente in quel tratto, i residenti e la stampa locale avevano acceso i riflettori su Strada Revigliasco, definendola “un rettilineo da paura”.
Allora, come oggi, denunciavamo l’alta velocità, la mancanza di marciapiedi e la pericolosità delle fermate dei pullman, soprattutto per i bambini e le famiglie.
In quell’articolo — lo ricordo bene — scrissi parole che oggi suonano amaramente profetiche:
“Intorno al rettilineo di Strada Revigliasco c’è un borgo importante, popolato da tante famiglie.
Questa situazione di pericolo permanente è insostenibile e invivibile.
È urgente che Comune e autorità intervengano con urgenza.”
Cinque anni dopo, quelle parole risuonano ancora.
Non per rivendicare, ma per ricordare che le tragedie si possono prevenire solo ascoltando in tempo. Forse, si è fatto qualche intervento ma insufficiente.
Un appello già lanciato: guidare con prudenza
Già allora, scrivevo pubblicamente:
“Quando guidiamo tutti siamo spesso presi dalla fretta, dai pensieri, dall’ultimo messaggio da scrivere o da leggere.
Essere prudenti, rispettare i limiti di velocità, non usare il cellulare mentre si guida: è una necessità culturale e sociale, prima ancora che un obbligo di legge.”
Quelle parole, postate sei anni fa, nascevano dalla stanchezza e dalla paura che avevo letto negli occhi di una madre che abitava proprio lì, su quella stessa strada.
Le stesse parole che oggi, purtroppo, trovano eco in un nuovo lutto.
Una strada che chiedeva, e chiede, rispetto
Durante la campagna elettorale di cinque anni fa si era fatta una grande sensibilizzazione: incontri, raccolte firme, testimonianze dei residenti, perfino lettere aperte.
La richiesta era chiara: rendere Strada Revigliasco sicura, illuminata completamente, vivibile.
Poi, forse il silenzio.
Io stesso, ogni mattina e pomeriggio, quando mia figlia attraversa Strada Revigliasco per prendere il 70, sento una stretta al cuore.
Mi fa paura.
E lo dico con rispetto, ma con fermezza: è ora di dire basta.
La sicurezza è un dovere di civiltà
Serve un impegno comune — del Comune di Moncalieri, della Città Metropolitana di Torino e della comunità tutta — per rendere finalmente questa via illuminata, protetta e sicura, dotata di:
- marciapiedi continui,
- illuminazione adeguata,
- percorso ciclabile protetto,
- manutenzione regolare della vegetazione e del manto stradale,
- segnaletica visibile e rispettata.
Non si tratta di spese, ma di scelte di civiltà.
La sicurezza non è un privilegio, ma un diritto e una forma di rispetto reciproco.
E quando una città mette al centro la vita delle persone, ritrova anche la sua anima.
Per non dimenticare Daniela
Ricordare Daniela Gherasim significa non lasciare che questa tragedia diventi un’altra cronaca di poche righe.
Significa trasformare il dolore in responsabilità, la paura in progetto, la memoria in cura del bene comune.
Ogni vita salvata è una vittoria della città.
Ogni passo messo in sicurezza è una dichiarazione d’amore verso il futuro.
La sicurezza non è un costo:
è un atto d’amore verso la vita.
E forse, un giorno, quando passeremo su quella strada finalmente protetta, potremo dire di aver imparato — con fatica e umanità — che la civiltà comincia dove finisce l’indifferenza.
Pietro Bucolia
Presidente GióProtagonisti ODV – Amici per il Futuro dell’Uomo

